Acquisizione di dati batimetrici
Sviluppo di cartografia digitale tematica per l’individuazione delle aree di deposito di materiali detritici (derivati da lave e rocce) e la stima dei volumi di accumulo al di sotto della “sciara” – dalla linea di costa fino a una profondità di circa 400 metri sotto il livello del mare – al fine di valutare la potenziale instabilità e i rischi di tsunami associati a fenomeni di collasso.
INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (programma di monitoraggio della pericolosità nelle Isole Eolie);
Attività: operazioni di supporto navale per un USV (Unmanned Surface Vehicle) equipaggiato con ecoscandaglio multibeam (MBES), incluse le manovre di messa a mare e recupero del mezzo, il controllo remoto e la telemetria per la ricezione dei dati.

Flussi lavici
A Stromboli, un delta lavico si forma quando la lava proveniente dalla sommità del vulcano scorre lungo il ripido pendio della Sciara del Fuoco fino al mare.
1. Ingresso della lava in mare: quando la lava fusa raggiunge la costa, entra in contatto con l’acqua di mare, decisamente più fredda. Questo rapido contatto provoca un intenso shock termico; la lava si raffredda quasi istantaneamente.
2. Frammentazione e accumulo: entrando in acqua, la lava non forma una lastra solida; i frammenti si accumulano sul fondale marino, colmandone le irregolarità. Si crea così una piattaforma che funge da base di appoggio.
3. Creazione di nuovo territorio: una volta che questa base sottomarina ha accumulato materiale a sufficienza, i successivi flussi lavici subaerei possono avanzare ulteriormente verso il largo. Il delta inizia a “progradare”, estendendo la linea di costa dell’isola verso il mare.
4. Caratteristiche: La Sciara del Fuoco è un pendio molto ripido e instabile; di conseguenza, il materiale del delta fatica a trovare una collocazione stabile sui fondali profondi.
Instabilità e rischi: Questi delta sono intrinsecamente instabili. Possono essere soggetti a crolli improvvisi, in grado di innescare piccole esplosioni di vapore.
Evoluzione dinamica: A seconda del tasso di effusione dell’eruzione, un delta può crescere notevolmente nel giro di pochi giorni, per poi subire l’erosione causata dal moto ondoso
Stromboli nel 2002
L’evento fu innescato da un’eruzione effusiva iniziata il 28 dicembre 2002. Nei due giorni successivi colate laviche costanti scesero dalla Sciara del Fuoco.
Il 30 dicembre questa instabilità ha provocato due massicce e distinte frane:
La prima frana: questo collasso iniziale fu principalmente sottomarino e avvenne sotto il livello del mare. Ha staccato un grande volume di materiale vulcanico sciolto dal pendio sottomarino.
La seconda frana: si è trattato di una frana più grande, per lo più subaerea. Una massiccia porzione del fianco vulcanico (contenente circa 11 milioni di metri cubi di materiale) cedette e precipitò direttamente in mare.
Perché ha causato uno tsunami
Per spostamento di massa. Quando un volume così massiccio di rocce e detriti entra nell’oceano ad alta velocità, sposta violentemente la colonna d’acqua.
Onde di impulso: questo rapido spostamento ha creato onde potenti.
Impatto: Poiché la frana si è verificata direttamente in mare, le onde si sono formate immediatamente, provocando ingenti allagamenti e danni strutturali lungo la costa di Stromboli e raggiungendo le isole vicine come Panarea, nonché le coste della Sicilia, della Calabria e della Campania
L’evento è stato un “campanello d’allarme” per i vulcanologi. Ha evidenziato che anche quando un vulcano non sta vivendo un’eruzione violenta ed esplosiva, la presenza di un flusso di lava effusiva può destabilizzare un fianco ripido e non consolidato.





