attività recenti

aree P1-P2 #coltiviamoun’idea

Il progetto nelle sue fasi operative  è partito il 5 novembre 2022 in contrada Piscità. Sebbene nella pianificazione fosse previsto di iniziare  la realizzazione delle fasce tagliafuoco ad una quota tra i 60 e 70 metri sul livello del mare, in pratica il terreno è risultato ancora troppo fragile da praticare (e da raggiungere) e si è iniziato da quota più bassa. Ciò a causa di una crosta superficiale  che seppur sottile si è impermeabilizzata  per effetto combinato delle alte temperature  dell’incendio, dei lunghi periodi di siccità e dei grandi volumi di cenere dovuti in parte all’intensa combustione  dei ceppi e anche per effetto collaterale delle eruzioni vulcaniche del periodo. E’ stato subito evidente che intaccare questa crosta con mezzi manuali e meccanici ai fini dell’attività, anche solo in alcune aree ma in particolare in pendio, avrebbe potuto innescare  un’ulteriore effetto erosivo per dilavamento delle superfici esposte.  Meglio aspettare che le piogge più costanti e meno intense iniziassero lo smantellamento uniforme della parte dura superficiale così che finalmente ampie aree di territorio  ritrovassero  la capacità di assorbire l’acqua e favorire la ricrescita della vegetazione. Nel frattempo abbiamo cambiato strategia e iniziato le attività da quote e situazioni diverse.

 

aree di azione

Contrada Piscità, tra i torrenti Mancuso e Montagna o’russo

ortofotogrammetria di base del 17 agosto 22  di Maria Marsella del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (D.I.C.E.A )
Università di Roma La Sapienza

AP1:  oliveto 1.400 mq   su due ampi terrazzamenti quasi livellati con 20 alberi di cui alcuni centenari fortunosamente scampati all’incendio anche se le fiamme lo hanno lambito e bruciacchiato le chiome. In disuso da decenni era invaso da rovi e infestanti, è stato completamente diserbato e pronto alla potatura di formazione.  Riteniamo sia un patrimonio arboreo da salvaguardare.

AP2: oliveto/seminativo 1.600 mq è stato il fronte di contenimento dell’incendio  e del libero corso a valle  verso l’abitato di parte delle acque piovane  non più trattenute dalla vegetazione,  con solo 10 olivi scampati al fuoco e un numero non precisato di piante dove le fiamme sono penetrate fin nelle radici.

AP3:  oliveto/cappereto  3.800 mq  su tre livelli, abbiamo iniziato a ripulirlo dai detriti perchè colpito per circa il 70% della sua estensione dal fuoco. Avremo presto una stima delle piante danneggiate o irrecuperabili ma restituisce  testimonianze del passato agricolo dell’isola.

metodi e materiali

Per un approccio rapido siamo ricorsi ad una versione di base delle tradizionali tecniche di stabilizzazione superficiale dei pendii definite  con termini quali: fascinate, palizzate, viminate. In pratica sono stati utilizzati tutti gli stralci dai tagli o dai resti di vegetazione  recuperati in loco nel corso della bonifica,  ancorati con paletti sulla longitudine sul pendio.

I muretti di pietra a secco sono la soluzione  per contenere e utilizzare al meglio questa terra, l’isola era terrazzata e coltivata con tale sistema  fino alla sommità, oggi dopo decenni di abbandono e il susseguirsi di incendi e alluvioni ne sono rimaste solo parti, una missione impossibile ripristinarli tutti.

Il metodo per quanto basico  e su di una superficie parziale ha dimostrato la sua efficacia durante i recenti acquazzoni, i terrazzamenti hanno trattenuto acqua, terra e pietre con un effetto di auto livellamento, inoltre ha messo in chiaro che le acque meteoriche così regimentate  non rappresentano un pericolo ma   una essenziale risorsa che sosterrà la crescita dei nuovi giovani olivi che pianteremo in quei luoghi in compensazione di quelli perduti.

attrezzi e risorse umane

Grazie alle donazioni di tutte le persone che hanno sostenuto il progetto “coltiviamo un’idea” è stato possibile acquistare la maggior parte  delle attrezzature necessarie, assumere un operatore/giardiniere a tempo pieno anche se per breve periodo e  sostenere i costi di gestione. Il pezzo forte della dotazione è il dumper KatoImer 110, mezzo da lavoro terra particolarmente utile per la soma, uno scecco ( asino) meccanico che si nutre di gasolio ed è in grado di trasportare  attrezzi, accessori e materiali li dove serve, anche in pendio. E’ nei fatti un cantiere mobile e autosufficiente. Per i luoghi più impervi anche dotati di una carriola semovente 4×4, inoltre di tutta la meccanica necessaria a svolgere le attività di progetto: motoseghe, decespugliatori, trincia sermenti e dei classici attrezzi manuali di sempre: pale, zappe, rastrelli, accetta, seghetti, forbici da potatura, mazzotta, piccone, per i dettagli…. link al riepilogo di contabilità progetto.

video presentazione

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1 Comment

  1. lavoro utilissimo e fatto bene. Che serva di lezione ad una amministrazione assente. Proseguiamo così quanto più possibile

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